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ponibile” (Best Available Technique) nella riduzione “alla fonte” delle emissioni di NOX: si tratta infatti di “misure primarie di abbattimento”, efficaci direttamente durante la combustione e non basate su interventi successivi.
La limitazione della formazione di questi inquinanti richiede quindi interventi “opposti” alle necessità produttive, visto che i rendimenti e le potenze crescono a temperature sempre più alte: i metodi di abbattimento sono quindi in continuo sviluppo, con lo scopo di conciliare al meglio gli obiettivi produttivi e quelli ambientali.
Dapprima, dato che il fenomeno di formazione degli NOx è localizzato sulla fiamma, il problema è stato parzialmente risolto raffreddandola localmente con getti di vapore o acqua senza sacrificare la temperatura media del ciclo. Ulteriori studi e la richiesta di potenze e temperature più elevate, hanno però imposto l’utilizzo di tecnologie più evolute.
La modalità mista di combustione (“Mix”) è utilizzata in fase successiva a quella della combustione a diffusione pura per una durata di circa 10 minuti: essa prevede l’afflusso del combustibile sia dalle valvole di controllo principali della diffusione, sia dalle cosiddette tubazioni “premix” in cui combustibile e comburente vengono miscelati prima della combustione. Ciò permette che il contatto combustibile-comburente si distribuisca su un volume più ampio: di conseguenza, a parità di combustibile bruciato e quindi di calore, la temperatura è più bassa e la formazione degli ossidi di azoto ne è enormemente diminuita (fino a un centesimo rispetto alla modalità a diffusione).

Tale fiamma è però molto instabile: si passa quindi in seguito alla combustione “premiscelata”, in cui si inserisce il ruolo della “fiamma pilota”: si tratta di un nucleo che continua a bruciare in modalità diffusiva, con una quantità di gas pari circa il 4-5% del combustibile totale utilizzato, che esce dalle piccole valvole di controllo premix e pilota. Questa fiamma è così in grado di stabilizzare la fiamma, in misura sempre maggiore al crescere della portata di combustibile, e di posizionarla correttamente rispetto al bruciatore: per sottolineare l’efficacia complessiva dei sistemi di combustione adottati, va ricordato che la fiamma pilota diffusiva è da sola responsabile del 90% delle emissioni di ossidi di azoto.