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GLOSSARIO

Glossario - Termini Sicurezza e Ambiente

Glossario - Termini Sicurezza e Ambiente
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  • VOCE 11N
  • VOCE 12O
  • VOCE 13P-Q
  • VOCE 13R
  • VOCE 14S
  • VOCE 15T-Z
  • ACQUE, impianto di trattamento delle
    Impianto che, attraverso uno o piu processi di carattere meccanico, fisico, chimico e biologico, consente l'eliminazione di sostanze nocive dai liquidi. I trattamenti meccanici hanno la funzione di separare gran parte dei materiali in sospensione, mentre i trattamenti biologici operano la degradazione delle sostanze organiche ad opera di particolari microrganismi. Infine i trattamenti chimico-fisici consistono essenzialmente nell'insolubilizzazione e nella successiva separazione di sostanze disciolte
  • ANIDRIDE CARBONICA (CO2)
    Gas incolore, inodore, insapore, piu pesante dell'aria, che si forma in tutti i processi di combustione, respirazione, decomposizione di materiale organico, per ossidazione totale del carbonio: e presente in atmosfera per lo 0,03% in volume ed e il reagente fondamentale per la fotosintesi clorofilliana, indispensabile alla vita vegetale. E' uno dei principali gas a effetto serra. E' un gas praticamente inerte, come l'azoto, che provoca asfissia; stoccata allo stato liquido in bombole o serbatoi sotto pressione, l'anidride carbonica viene usata come agente estinguente contro gli incendi soprattutto in ambienti chiusi (agisce diminuendo la concentrazione di ossigeno fino alla quantita al di sotto della quale non e possibile alcuna combustione e producendo un'azione di raffreddamento).
  • BIODIVERSITA’
    La Convenzione sulla Biodiversità, elaborata a Rio de Janeiro nel 1992, afferma il valore intrinseco della diversità biologica e dei suoi vari componenti: ecologici, genetici, sociali ed economici, scientifici, educativi culturali, ricreativi ed estetici.
    La convenzione riconosce inoltre che l'esigenza fondamentale per la conservazione della diversità biologica consiste nella salvaguardia in situ degli ecosistemi e degli habitat naturali, col mantenimento e ricostruzione delle popolazioni di specie vitali nei loro ambienti naturali.
  • BONIFICA
    Intervento atto al risanamento di situazioni di degrado, volto alla eliminazione di fonti di inquinamento e di sostanze inquinanti, e al risanamento di quanto contaminato (con la riduzione dei valori di concentrazione delle stesse sostanze al di sotto dei valori limite conformi all’utilizzo previsto sia per terreni che per acque sotterranee, secondo la normativa vigente), oppure volto alla rimozione di impianti non più in funzione, in modo da riportare le aree alle condizioni originarie. Può essere effettuato con diverse tecnologie di tipo chimico (volte a trasformare le sostanze inquinanti in sostanze non pericolose), di tipo fisico (volte a rimuovere le sostanze inquinanti), di tipo termico e di tipo biologico (basate sull’utilizzo di batteri che si nutrono di determinate sostanze contaminanti).
  • CALDAIA
    Vedi IMPIANTO TERMOELETTRICO “TRADIZIONALE”
  • CALDAIA A RECUPERO
    Vedi CICLO COMBINATO
  • CAMBIAMENTO CLIMATICO
    Vedi EFFETTO SERRA
  • CAMERA DI COMBUSTIONE
    Vedi CICLO COMBINATO
  • CAMINO
    Vedi IMPIANTO TERMOELETTRICO “TRADIZIONALE” e Cfr. CICLO COMBINATO
  • CARATTERIZZAZIONE
    Il Piano di caratterizzazione di un’area potenzialmente contaminata è un elaborato che descrive dettagliatamente il sito e tutte le attività che si sono svolte o che ancora si svolgono, individua le correlazioni tra le attività svolte e tipo, localizzazione ed estensione della possibile contaminazione, descrive le caratteristiche delle componenti ambientali sia all’interno del sito che nell’area da esso influenzata, descrive le condizioni necessarie alla protezione ambientale e alla tutela della salute pubblica, e presenta un piano delle indagini da attuare per definire tipo, grado ed estensione dell’inquinamento.
  • CARBON TAX
    Tassa definita sulla base del contenuto di carbonio del bene tassato e finalizzata a far ricadere i danni ambientali, causati dal carbonio, sull’inquinatore. E’ stata pensata per favorire la riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera.
  • CICLO BRAYTON
    Cfr. CICLO COMBINATO
  • CICLO COMBINATO
    Tecnologia impiantistica considerata una “Migliore Tecnologia disponibile” (BAT) nel settore dei grandi impianti di combustione per la produzione di energia elettrica da combustibili in forma gassosa, è basata sull’applicazione combinata di due cicli termodinamici che lavorano in due fasi successive: nel ciclo Brayton, l’energia chimica del combustibile è trasformata in energia termica (calore) in una turbina a gas, in cui avviene anche una prima conversione in energia meccanica; nel successivo ciclo Rankine, si ha un’ulteriore trasformazione dell’energia termica residua dei gas prodotti dalla combustione in energia meccanica nella turbina a vapore. In entrambe le turbine, l’energia meccanica è infine convertita in energia elettrica nel generatore.
    La turbina a gas è una macchina destinata alla generazione di energia elettrica mediante conversione nelle successive forme di energia termica ed energia meccanica dell’energia termica, direttamente all’interno della macchina stessa, dell’energia chimica del combustibile: la turbina è composta da un compressore a numerosi “stadi”, che aspira l’aria ambiente e la porta a livelli di pressione sempre più alti, da una camera di combustione in cui viene fatta bruciare la miscela di questa aria comburente e del combustibile gassoso iniettato, e da una zona costituita da una numerosa serie di palette montate su file successive attorno a un asse rotante: l’espansione dei gas prodotti dalla combustione ad alta temperatura e pressione contro le palette mette in rotazione l’asse della turbina cui è collegato è il generatore che trasforma questo moto rotatorio in energia elettrica.
    La caldaia a recupero (o generatore di vapore a recupero) è uno scambiatore di calore in cui i gas di combustione allo scarico della turbina a gas, ancora ad elevata temperatura, scambiano il proprio calore residuo con l’acqua “di processo” che corre all’interno di tubazioni, in modo da trasformarla in vapore e da inviarla in turbina a vapore (ciclo acqua-vapore, cfr. IMPIANTO TERMOELETTRICO “TRADIZIONALE”), in cui l’energia termica è trasformata in energia meccanica (poi trasformata in energia elettrica dal generatore elettrico), senza richiedere la combustione di ulteriori combustibili. I gas prodotti dalla combustione, chiamati “fumi”, così raffreddati nella caldaia a recupero, sono immessi a una temperatura minore nell’atmosfera, ad altezza opportuna, attraverso una tubazione verticale chiamata camino. Il vapore “esausto” in uscita dalla turbina a vapore può essere inviato in un condensatore destinato a ritrasformare il vapore in acqua per reimmetterla nel ciclo senza sprechi, oppure può essere in parte riutilizzato nel caso di un assetto cogenerativo (cfr. COGENERAZIONE).
    Le centrali a ciclo combinato permettono quindi un uso particolarmente efficiente del combustibile, la cui energia è sfruttata a cascata in due diverse parti dell’impianto entrambe destinate alla generazione di energia elettrica, e consentono un limitato impatto ambientale in termini di inquinamento termico e di emissioni inquinanti, ridotte dal minor consumo specifico di combustibili e dalle condizioni ottimali di combustione in termini di temperatura.
  • CICLO RANKINE – CICLO A VAPORE CONVENZIONALE
    Vedi. IMPIANTO TERMOELETTRICO “TRADIZIONALE”
  • CIRCUITO DI RAFFREDDAMENTO
    Circuito a ciclo aperto o chiuso, completo di torri di raffreddamento a tiraggio forzato o naturale, in cui scorre il fluido refrigerante (aria, acqua dolce o acqua di mare), che nel caso dell’acqua è poi pompato da un vasca di raccolta verso i condensatori e gli scambiatori di servizio della centrale.
  • CO (MONOSSIDO DI CARBONIO)
    Gas fortemente tossico, tossico che attacca le funzioni cerebrali e la respirazione, prodotto dalla combustione incompleta del carbonio contenuto nei combustibili fossili e nei carburanti, provocata da temperature di combustione troppo basse, tempo di residenza nella zona di combustione troppo breve, e da mescolamento inefficace di combustibile e aria comburente causa di deficit locali di ossigeno.
  • COGENERAZIONE
    Produzione congiunta di energia elettrica e di calore sotto forma di vapore ulteriormente impiegato in insediamenti industriali o in reti di teleriscaldamento, realizzata in uno stesso impianto: l’assetto cogenerativo è basato sul riutilizzo del calore residuo posseduto dai gas combusti per trasformare acqua in vapore da immettere in turbina per produrre ulteriore energia elettrica a cascata e da distribuire per il suo successivo uso attraverso prelievi dai diversi “stadi” di pressione della stessa turbina a vapore. In questo modo si recupera energia termica residua che negli impianti convenzionali è perduta: complessivamente, rispetto alle produzioni separate della stessa quantità totale di energia utile (elettrica e termica) in impianti convenzionali, che richiedono due flussi distinti di combustibili, la cogenerazione permette di utilizzare in modo più efficiente l’energia contenuta nel combustibile immesso, realizzando un significativo risparmio energetico e correlati vantaggi economici ed ambientali. In particolare, l’alimentazione di reti di teleriscaldamento cittadino permette di ridurre l’impatto inquinante delle caldaie domestiche.
  • CONDENSATORE
    Vedi IMPIANTO TERMOELETTRICO “TRADIZIONALE” e Cfr. CICLO COMBINATO
  • Dry Low NOx, BRUCIATORI
    I bruciatori a bassa emissione specifica di NOx (Dry Low NOx burners, definizione internazionalmente semplificata nell’acronimo DLN) sono ritenuti la “migliore tecnologia disDry Low Noxponibile” (Best Available Technique) nella riduzione “alla fonte” delle emissioni di NOX: si tratta infatti di “misure primarie di abbattimento”, efficaci direttamente durante la combustione e non basate su interventi successivi.
    Nelle turbine a gas Ansaldo Energia installate negli impianti enipower, sono presenti 24 bruciatori: ciascuno di essi è in realtà un insieme di particolari bruciatori concentrici che intervengono nelle varie sequenze di funzionamento l’uno in sostituzione o in funzionamento combinato con l’altro, modificando le modalità di combustione.

    La modalità di combustione detta “diffusione”, caratterizzata da forte stabilità di fiamma, è la prima che si presenta, nei primi 10 minuti circa di funzionamento della turbina a gas (si tratta della fase di “accelerazione” della turbina a gas per raggiungere i giri nominali e mettere a regime termicamente la macchina). La fiamma è analoga a quella di una candela: il gas naturale (“combustibile”) esce dalla sola valvola di controllo della diffusione ed entra in contatto con il “comburente” (l’ossigeno dell’aria) lungo una superficie dove la temperatura innesca la combustione. Tale fiamma, concentrata in uno spazio così ridotto, presenta temperature elevatissime sul proprio “fronte”: di conseguenza, l’azoto presente nell’aria tende a ossidarsi creando gli ossidi di azoto, NOx, in quantità sempre maggiori al crescere della temperatura massima e del tempo di permanenza a questa temperatura. Gli NOx sono composti molto stabili, che non si decompongono col decrescere della temperatura e sono quindi presenti tra i fumi di scarico emessi in atmosfera.



    Dry Low NoxLa limitazione della formazione di questi inquinanti richiede quindi interventi “opposti” alle necessità produttive, visto che i rendimenti e le potenze crescono a temperature sempre più alte: i metodi di abbattimento sono quindi in continuo sviluppo, con lo scopo di conciliare al meglio gli obiettivi produttivi e quelli ambientali.
    Dapprima, dato che il fenomeno di formazione degli NOx è localizzato sulla fiamma, il problema è stato parzialmente risolto raffreddandola localmente con getti di vapore o acqua senza sacrificare la temperatura media del ciclo. Ulteriori studi e la richiesta di potenze e temperature più elevate, hanno però imposto l’utilizzo di tecnologie più evolute.

    La modalità mista di combustione (“Mix”) è utilizzata in fase successiva a quella della combustione a diffusione pura per una durata di circa 10 minuti: essa prevede l’afflusso del combustibile sia dalle valvole di controllo principali della diffusione, sia dalle cosiddette tubazioni “premix” in cui combustibile e comburente vengono miscelati prima della combustione. Ciò permette che il contatto combustibile-comburente si distribuisca su un volume più ampio: di conseguenza, a parità di combustibile bruciato e quindi di calore, la temperatura è più bassa e la formazione degli ossidi di azoto ne è enormemente diminuita (fino a un centesimo rispetto alla modalità a diffusione).

    Dry Low Nox

















    Tale fiamma è però molto instabile: si passa quindi in seguito alla combustione “premiscelata”, in cui si inserisce il ruolo della “fiamma pilota”: si tratta di un nucleo che continua a bruciare in modalità diffusiva, con una quantità di gas pari circa il 4-5% del combustibile totale utilizzato, che esce dalle piccole valvole di controllo premix e pilota. Questa fiamma è così in grado di stabilizzare la fiamma, in misura sempre maggiore al crescere della portata di combustibile, e di posizionarla correttamente rispetto al bruciatore: per sottolineare l’efficacia complessiva dei sistemi di combustione adottati, va ricordato che la fiamma pilota diffusiva è da sola responsabile del 90% delle emissioni di ossidi di azoto.

  • EFFETTO FOTOVOLTAICO
    Fenomeno basato sulle proprietà di alcuni materiali semiconduttori, cioè di sostanze solide cristalline, come il silicio, dotate di caratteristiche elettriche intermedie tra quelle dei conduttori e degli isolanti. Quando la radiazione solare investe questi materiali, i fotoni della luce solare incidente spezzano i legami degli elettroni degli atomi più esterni, consentendone il libero movimento nel semiconduttore stesso; le posizioni lasciate libere dagli elettroni agiscono come cariche positive e prendono il nome di "lacune". Ciò significa che questi materiali sono in grado di convertire l'energia della radiazione solare in energia elettrica, senza parti meccaniche in movimento e senza l'uso di alcun combustibile.
  • EFFETTO SERRA
    Fenomeno naturale di riscaldamento degli strati inferiori dell’atmosfera e della superficie terrestre (analogo al funzionamento di una serra), provocato dall’azione di schermo esercitata da alcuni gas, “trasparenti” allo spettro delle radiazioni solari dirette verso la Terra ma “opachi” allo spettro delle radiazioni infrarosse emesse dalla superficie terrestre: è così impedita la dispersione del calore terrestre, garantendo una temperatura adatta allo sviluppo delle specie animali e vegetali (si stima sia maggiore di circa 30° rispetto all’assenza del fenomeno). L’aumento della concentrazione dei gas serra, a seguito dell’aumento delle attività industriali e di trasporto (in primis i fenomeni di combustione di combustibili fossili) che comportano il rilascio di carbonio, e della deforestazione intensificano però l’effetto serra naturale, contribuendo agli asseriti riscaldamento globale e cambiamento climatico: le sostanze gassose che contribuiscono in maniera più significativa all’effetto serra sono il vapor d’acqua, l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N20), gli idrofluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC) e l’esafluoro di zolfo (SF6). Ognuno di essi è caratterizzato da un diverso “potenziale di riscaldamento globale” (GWP, Global Warming Potential), che ne descrive il livello di incidenza riportandone l’effetto a quello di una massa equivalente di CO2 (il gas serra con la maggiore concentrazione nella stratosfera) occorrente per creare lo stesso effetto nello stesso periodo di tempo: ad esempio, 1 tonnellata di CH4 equivale a 21 tonnellate di CO2.
  • ELETTRODOTTO
    Insieme dei conduttori (cavi) e dei sostegni (tralicci o pali) per il trasporto dell’energia elettrica: un elettrodotto può portare più di una linea elettrica.
  • FALDA ACQUIFERA
    Zona di sottosuolo satura d’acqua, costituita da terreni permeabili per porosità o fessurazione, delimitati inferiormente da uno strato di roccia impermeabile. A partire dal piano campagna si possono incontrare più falde acquifere sovrapposte: la prima è denominata falda freatica o falda superficiale, mentre le falde delimitate anche superiormente da strati impermeabili sono definite falde artesiane o falda confinata profonda.
  • FATTORE DI EMISSIONE
    Quantità di sostanza inquinante emessa riferita al processo produttivo considerato nella sua globalità e nelle sue fasi tecnologiche: si esprime con riferimento alla quantità di prodotto o materia prima impiegata, o comunque di altri parametri idonei a rappresentare il fenomeno in esame.
  • GASDOTTO
    La Rete Nazionale di Gasdotti è la principale metodologia di approvvigionamento, trasporto e dispacciamento nazionale del gas naturale (cfr.) importato dalle aree di produzione: la Rete è costituita dall'insieme dei metanodotti di diametro da 25 a 1.200 mm, funzionanti a pressione compresa tra 0,5 e 75 bar, oltre che dalle centrali di compressione dedicate al servizio di spinta in linea (nei punti di immissione in Rete) e dagli impianti di regolazione, riduzione e miscelazione del gas (negli stabilimenti la pressione di riconsegna del gas naturale è pari a 12 bar, ridotta a 5 bar nelle cabine di decompressione).
  • GAS NATURALE
    Gas inodore e incolore prodotto dalla decomposizione di materiale organico in assenza di ossigeno, in giacimenti separati o come fase gassosa del petrolio, che si genera anche in paludi (“gas di palude”), in discariche, e durante la digestione negli animali. E’costituito in massima parte da metano (dall’88% al 98%) e per il resto da quantità variabile, a seconda dei giacimenti, di idrocarburi paraffinici superiori quali etano, propano, butano, pentano, etc.; non è tossico, anche se alcuni pozzi generano “gas acido” contenente solfuro di idrogeno, che deve essere trattato. Il gas naturale trova larghissime applicazioni come combustibile fossile nell’uso domestico e nell’industria e come carburante per autotrazione. Il suo trasporto dalla aree di produzione verso quelle di consumo avviene tramite gasdotti (cfr.) o sotto forma di LNG (cfr.) in navi metaniere.
  • IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI (IPA)
    Idrocarburi aromatici con più anelli benzenici, alcuni dei quali sono classificati cancerogeni per l’uomo. Già presenti nel greggio, nella benzina si trovano solo in tracce.
  • IMPATTO AMBIENTALE
    Qualunque modificazione dell’ambiente, negativa o benefica, causata totalmente o parzialmente da attività, prodotti e/o servizi di un’organizzazione che possano interagire con le matrici ambientali (aria, acqua, terreno, risorse naturali, flora, fauna ed esseri umani), come l’alterazione della qualità e/o della disponibilità di una risorsa ambientale causata da un intervento umano di consumo o di inserimento di un’opera civile o industriale in un territorio. Per realizzare opere di grande portata, è vincolante un giudizio preventivo sulla compatibilità ambientale detto Valutazione di Impatto Ambientale.
  • IMPIANTO TERMOELETTRICO “TRADIZIONALE”
    Gli impianti di produzione di energia elettrica tradizionali applicano il cosiddetto “ciclo Rankine” ( o ciclo a vapore convenzionale), ciclo termodinamico in cui l’energia chimica del combustibile è trasformata dapprima in energia termica (calore) nella caldaia, poi in energia meccanica nella turbina a vapore e infine in energia elettrica nel generatore elettrico.
    La caldaia è l’unità centrale costituita da bruciatore e scambiatore termico, in cui viene innescata la combustione tra combustibile e aria comburente compressa ad alta pressione: l’energia chimica contenuta nel combustibile è così trasformata nell’energia termica
    posseduta dai gas prodotti dalla combustione: questo calore viene a sua volta ceduto all’acqua “di processo” e la trasforma in vapore.
    La turbina a vapore è una macchina destinata alla generazione di energia elettrica mediante conversione in energia meccanica dell’energia termica posseduta dal vapore generato in caldaia, grazie all’impatto del vapore ad alta pressione su pale montate su un asse: un generatore collegato all’asse della turbina trasforma il suo moto rotatorio in energia elettrica.
    I gas prodotti dalla combustione, chiamati “fumi”, sono immessi nell’atmosfera ad altezza opportuna attraverso una tubazione verticale chiamata camino, mentre il vapore “esausto” in uscita dalla turbina viene inviato in un condensatore destinato a ritrasformare il vapore in acqua, che viene reimmessa nel ciclo senza sprechi.
  • INDICE DI FREQUENZA, INDICE DI GRAVITA’
    Indici definiti dall’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) per valutare l’incidenza degli eventi infortunistici sul lavoro. L'indice di frequenza è il numero totale degli infortuni per milione di ore lavorate nel periodo in considerazione e rappresenta indicativamente il numero di infortuni che ogni anno si verificherebbero per ogni mille addetti. L'indice di gravità è il numero totale di giorni di assenza per infortunio per migliaia di ore lavorate nel periodo in considerazione e  rappresenta il numero di giorni di attività cha sarebbero persi all'anno per ogni addetto
  • INDICE (INDICATORE)
    Un indice (indicatore) è un qualsiasi parametro qualitativo o quantitativo destinato alla rappresentazione sintetica di un fenomeno complesso: in genere deriva dalla combinazione (anche in termini matematici) di più informazioni, in modo da prestarsi a valutazioni di efficienza: ad esempio, gli indici di performance ambientale e di efficienza energetica descrivono l’efficienza di uso delle risorse ambientali combinando osservazioni o misurazioni di emissioni o scarichi con dati gestionali o economici. Sono poi utilizzati indici di sicurezza, di spesa, economici e finanziari.
  • LNG, GAS NATURALE LIQUEFATTO
    Il gas naturale liquefatto si ottiene sottoponendo il gas naturale (cfr.) a trattamenti di depurazione e disidratazione, cui seguono fasi di raffreddamento e condensazione: il liquido inodore e trasparente così ottenuto, con una temperatura di ebollizione di circa -160°C a pressione atmosferica, ha un volume specifico minore di 600 volte rispetto al gas di origine in condizioni standard, consentendo stoccaggio e trasporto (via mare per mezzo di navi metaniere) di notevoli quantità di energia in spazi considerevolmente ridotti a costi competitivi. Nei terminali di rigassificazione, il metano liquido viene riportato allo stato gassoso con operazioni di riscaldamento e immesso nella rete dei gasdotti.
  • MESSA IN SICUREZZA
    Ogni intervento atto al contenimento transitorio o all’isolamento definitivo di una fonte inquinante (ad esempio in una falda o in un impianto industriale), al fine di evitare la diffusione della contaminazione nelle diverse matrici ambientali circostanti, e di garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e per l’ambiente, in attesa di eventuali ulteriori interventi di bonifica.
  • METALLI PESANTI
    Elementi chimici caratterizzati da una densità superiore a 5 grammi /cm3; dalla tendenza a dare vita a legami chimici complessi e a formare idrati con bassa solubilità in acqua. A eccezione di ferro e alluminio, i metalli pesanti appartengono ai cosiddetti 'elementi in traccia', presenti nei più comuni suoli e rocce della crosta terrestre in concentrazioni inferiori allo 0,1%; le loro concentrazioni nei suoli, nei sedimenti e nelle rocce, sono solitamente di parti per milione o per miliardo.
  • MONITORAGGIO
    Insieme delle attività svolte allo scopo di effettuare un controllo sull’andamento nel tempo di parametri che caratterizzano opportunamente un fenomeno di interesse, e di verificare l’efficacia di eventuali interventi adottati. Nel campo della tutela di salute e sicurezza sul lavoro, si valuta l’esposizione delle persone alla presenza di agenti chimici, biologici e fisici, come il rumore, potenzialmente pericolosi. La qualità ambientale dell’aria, dei corpi idrici e del sottosuolo viene valutata periodicamente e confrontata con gli standard fissati dalla normativa, grazie a piani e campagne di monitoraggio: essi sono condotti ad esempio con l’installazione di analizzatori in continuo dei “fumi” in uscita dai camini e con reti di monitoraggio, strutture costituite da centraline di monitoraggio (stazioni automatiche) dotate di strumentazione per la misura delle concentrazioni degli inquinanti, da sistemi manuali o automatizzati di rilevamento dati e da una centrale operativa, dislocate in più punti di misura in modo da fornire informazioni su un’intera area tramite l’integrazione delle misure (ad esempio la concentrazione media su un determinato periodo di tempo di un inquinante rilevata nell’aria ambientale).
  • NOX (OSSIDI DI AZOTO)
    Gas prodotti dalla combustione di combustibili fossili in cui l’azoto libero, che costituisce circa l’80% dell’atmosfera, si combina con l’ossigeno: il monossido di azoto NO si forma per reazione secondaria nelle combustioni ad alta temperatura, e si trasforma successivamente nel biossido di azoto NO2 (l’ossido più aggressivo) per ossidazione fotochimica e in N2O5 che, assorbito dall’umidità atmosferica, diventa acido nitrico. Le principali fonti di inquinamento da ossidi di azoto sono i trasporti stradali, la combustione di combustibili fossili e l’attività industriale: queste sostanze sono tra i più aggressivi inquinanti atmosferici, possono agire sulle vie aeree sinergicamente con altri gas, danno luogo alle cosiddette "piogge acide" insieme agli ossidi di zolfo, e partecipano come "precursori" alla formazione degli ossidanti fotochimici nella bassa atmosfera (ozono, perossidi organici). Per le turbine a gas, è considerato come BAT l'impiego di bruciatori DLN (Dry Low NOX), che limitano le emissioni degli ossidi di azoto all'origine del processo di combustione, perché evitano la produzione di emissioni secondarie proprie dei processi di trattamento dei fumi.
  • OLIO COMBUSTIBILE
    Frazione pesante ottenuta dalla raffinazione del petrolio e utilizzata come combustibile per l’industria, le centrali termoelettriche e la propulsione delle navi: è commercializzato in diverse qualità, funzioni del contenuto percentuale di zolfo in peso, per cui la normativa vigente fornisce vincoli di utilizzo.
  • OZONO (O3)
    Gas la cui presenza nei bassi strati dell’atmosfera costituisce un notevole inquinante atmosferico essendo il principale degli ossidanti fotochimici. Grazie alla sua proprietà di assorbire gran parte delle radiazioni solari ultraviolette nell’alta atmosfera, esso costituisce però uno schermo per queste radiazioni e permette così la vita sulla terra.
  • PERFORMANCE AMBIENTALE
    Risultati misurabili del sistema di gestione ambientale, conseguenti al controllo esercitato dall’organizzazione sui propri impatti ambientali, sulla base della sua politica ambientale, dei suoi obiettivi e dei suoi traguardi.
  • POLVERI / PST
    “Particolato sospeso totale”, prodotto dalla combustione della frazione minerale di combustibili solidi e liquidi, composto da microscopiche particelle solide in grado di rimanere in sospensione in aria anche per molto tempo, prima di depositarsi al suolo. La composizione del particolato è molto varia (ad esempio, idrocarburi incombusti da motori diesel, idrocarburi pesanti parzialmente ossidati, metalli pesanti da impianti di combustione, ceneri vulcaniche, polveri, etc.): la sua pericolosità dipende dalla sua composizione (per l’eventuale presenza di sostanze dannose) e delle dimensioni medie delle particelle che, se inferiori a 10 micron (1 micron=10-3 mm), possono superare le vie aeree superiori arrivando agli alveoli polmonari. La combustione del gas naturale non è una sorgente significativa di emissioni di polveri in condizioni controllate di combustione.
  • PROGETTO PRELIMINARE DI BONIFICA
    Elaborato che descrive i livelli di inquinamento di un sito contaminato e analizza le possibili tecnologie adottabili per la bonifica, effettuando un’analisi di rischio in base alle concentrazioni residue raggiungibili con gli interventi ipotizzati e in base a eventuali misure di sicurezza.
  • RISCALDAMENTO GLOBALE
    vedi EFFETTO SERRA
  • RISERVA FREDDA
    Modalità di gestione dei gruppi di produzione che prevede di rimetterli in marcia per indisponibilità di altri gruppi, al fine di garantire la continuità di fornitura di energia elettrica e vapore agli impianti coinsediati.
  • SILICIO
    Elemento chimico di numero atomico pari a 14, simbolo Si. Secondo elemento per abbondanza nella crosta terrestre dopo l'ossigeno (componendone il 25,7% del peso), il silicio elementare è un metalloide che in natura appare in genere come ossido (ametista, agata, quarzo, rocce cristalline, selce, diaspro, opale) e silicati e alluminosilicati (granito, amianto, feldspato, argilla, hornblenda, mica e altri).
    Nella sua forma cristallina, il silicio ha colore grigio e una lucidità metallica. Anche se è un elemento relativamente inerte, reagisce con gli alogeni e gli alcali diluiti, ma la maggior parte degli acidi (eccetto l'acido fluoridrico) non lo intaccano. Il silicio elementare trasmette più del 95% di tutte le lunghezze d'onda della luce infrarossa.
    Il silicio è il componente principale di vetro, cemento, semiconduttori, ceramica e silicone.
  • SOX (OSSIDI DI ZOLFO)
    Gas (anidride solforosa SO2 e anidride solforica SO3), prodotti della combustione dello zolfo e di prodotti solforati presenti nel carbone e in alcuni prodotti petroliferi: il gas naturale è ritenuto privo di zolfo. Le principali fonti di inquinamento da ossidi di zolfo sono la combustione di combustibili fossili e i trasporti stradali in aree urbane e industriali, ove l’accumulo è favorito soprattutto dalle condizioni meteorologiche tipiche dei periodi invernali: queste sostanze sono tra i più aggressivi inquinanti atmosferici, possono agire sulle vie aeree sinergicamente con altri gas, e danno luogo alle cosiddette "piogge acide" insieme agli ossidi di azoto.
  • SVILUPPO SOSTENIBILE
    La definizione più accreditata del concetto di sviluppo sostenibile proviene dal Rapporto Brundtland (World Commission on Environment and Development – 1987): "(...) uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere le capacità delle generazioni future di soddisfare i propri.” Termine utilizzato nella Conferenza dell’O.N.U. sull’Ambiente, svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992. Indica la possibilità di garantire lo sviluppo industriale, infrastrutturale, economico, ecc., di un territorio, rispettandone le caratteristiche ambientali, cioè sfruttandone le risorse naturali in funzione della sua capacità di sopportare tale sfruttamento.
  • STAKEHOLDER
    Insieme dei soggetti - individui, comunità, organizzazioni - che hanno un interesse nei confronti di un'organizzazione e che possono influenzarne l'attività con il loro comportamento, o ne possono subire conseguenze dirette o indirette. I portatori di interesse sono distinti in “interni” – dirigenza, personale – ed esterni - fornitori, clienti, investitori, azionisti, comunità locali, pubblica amministrazione.
  • TELERISCALDAMENTO
    Sistema di riscaldamento a distanza di un quartiere o di una città che utilizza il calore prodotto da una centrale termica, da un impianto a cogenerazione o da una sorgente geotermica. In un sistema di teleriscaldamento il calore viene distribuito agli edifici tramite una rete di tubazioni in cui fluisce l’acqua calda o il vapore.
  • TEP
    Tonnellata equivalente di petrolio. Unità convenzionale, pari a 10 milioni di kcal, con cui può essere espressa la quantità di una qualsiasi fonte energetica, confrontando la sua potenzialità energetica con quella del petrolio greggio.
  • TRASFORMATORE
    Macchina collegata all’alternatore, che eleva la tensione dell’energia elettrica prodotta dalla centrale ai valori richiesti dal più vicino elettrodotto, per convogliare l’energia elettrica sulla rete di trasporto ad alta tensione [cfr. ELETTRODOTTO].
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